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A Radio 2, in diretta dalla BIT 2026, ho raccontato la Calabria e il mio lavoro di Storytailor

Ospite su Radio 2 in diretta dalla BIT 2026, Piero Muscari racconta il suo lavoro di Storytailor e l’impegno nel valorizzare la Calabria e i territori italiani.

Milano, BIT 2026 – Stand Regione Calabria

Radio 2

Ieri sono stato ospite di Radio 2, in diretta nazionale, all’interno dello studio radiofonico allestito nello stand della Regione Calabria durante la BIT 2026 – Borsa Internazionale del Turismo di Milano.
Sono intervenuto come parte del palinsesto ufficiale dedicato a “Calabria Straordinaria”, un format che mette al centro il racconto delle persone, delle imprese e dei territori.

È stato un momento significativo, perché l’intervista è nata per omaggiare il mio lavoro di narratore, ma anche per ripercorrere il lungo cammino fatto nel raccontare la mia terra. Parlare in diretta su Radio 2, in uno spazio dedicato alla promozione del territorio, ha avuto per me un valore particolare.

Storytailor: cosa significa raccontare su misura

Durante l’intervista mi è stato chiesto cosa significhi definirmi Storytailor.
Ho spiegato che questa parola nasce da un’idea molto semplice: in un Paese come il nostro, dove la manualità e l’artigianalità sono centrali, anche le storie devono essere “cucite su misura”.

Così come un abito tailor-made viene costruito sulle caratteristiche di chi lo indossa, allo stesso modo una narrazione efficace deve partire dall’ascolto, dall’empatia e dalla comprensione profonda della persona o dell’impresa che si racconta.

Negli anni ho lavorato proprio su questo: aiutare imprenditori, professionisti e territori a far emergere la bellezza delle proprie storie, spesso sottovalutate o non valorizzate.

Non si tratta di inventare nulla, ma di far emergere ciò che già esiste, con metodo e rispetto.

Calabria: una storia che parte da Vibo

Alla domanda su quale fosse il luogo del cuore, non ho avuto dubbi.
Arrivo da Vibo Valentia, a pochi chilometri da Tropea, e per trent’anni ho raccontato la Calabria attraverso il progetto Eccellenze Calabresi, dando voce a imprese, artigiani, agricoltori e professionisti che rappresentano il volto concreto del territorio.

Ho ricordato in diretta un episodio che per me è emblematico.
A Spilinga, il paese della ’nduja, ho ideato anni fa un talk dal titolo “Nduiamo?”, giocando sulla parola e sul significato di “dove andiamo”. In un momento in cui organizzare un talk in piazza con centinaia di persone sembrava una scommessa, quella serata ha riunito oltre 700 partecipanti.

All’epoca a Spilinga c’erano cinque famiglie che producevano ’nduja. Dopo alcuni anni, sono diventate nove.
Non so se esista un nesso diretto, ma sono convinto che raccontarsi, esporsi, valorizzare il proprio talento possa generare consapevolezza economica e culturale.

Specializzazione e identità: la chiave per i territori

Durante il dialogo abbiamo affrontato anche il tema dello spopolamento e delle difficoltà dei piccoli centri del Sud Italia.
La mia posizione è chiara: ogni territorio deve individuare il proprio talento distintivo e puntare su quello.

Non si può essere contemporaneamente la capitale del cibo, della musica, della spiritualità e del turismo balneare.
Occorre scegliere, specializzarsi, comunicare con chiarezza la propria identità.

Ho citato anche Pizzo, città del gelato e del tartufo, che abbiamo celebrato recentemente come Capitale del Gusto. Cento anni di tradizione nel gelato rappresentano una vocazione precisa. Quando un territorio riconosce il proprio talento e lo racconta con coerenza, costruisce valore.

La narrazione come servizio pubblico

Nel corso dell’intervista si è parlato del ruolo della comunicazione.
Ho sottolineato che raccontare bene un territorio significa offrire un servizio pubblico, perché la parola costruisce percezione, fiducia, attrattività.

Radio 2, con il suo spazio dedicato alla Calabria, ha dato un esempio concreto di come la narrazione possa contribuire alla promozione culturale ed economica di una regione.

Il mio lavoro continua in questa direzione: raccontare imprese e territori con metodo, ascolto e responsabilità, convinto che le storie, quando sono autentiche, possano incidere sulla realtà.

La BIT 2026 è stata l’occasione per ribadire questo impegno davanti a un pubblico nazionale, nel contesto di uno degli appuntamenti più importanti per il turismo italiano.

Guarda il video https://youtu.be/QpvJAnT_uTk.

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