Skip to content
Un grande successo per la prima giornata di FEGE 2022 (IV edizione), il primo e unico festival dell’Editoria e del Giornalismo emergente

Si è svolta ieri, 18 agosto, presso il chiostro dell’Abbazia di San Colombano, nel  comune di Bobbio (PC), la I serata della IV edizione di FEGE, il Festival dell’editoria e del giornalismo emergente, che ha visto la partecipazione di personaggi importanti del mondo della comunicazione e del giornalismo italiani. Tappa conclusiva stasera, sempre presso l’Abbazia di San Colombano, con altri ospiti di prestigio. Promosso dall’amministrazione comunale di Bobbio (CS), nella persona dell’attuale sindaco Roberto Pasquali, ideato e diretto dallo storytailor Piero Muscari (che opera da più di trent’anni nel settore della comunicazione e dell’organizzazione di eventi di marketing territoriale e della produzione di contenuti multimediali) e da Danilo Russo, il Festival si avvale anche della collaborazione di Scrittori TV, la prima web tv dedicata agli scrittori e al mondo del libro, e ospita i maggiori organi di stampa regionali. L’evento fa parte anche del cartellone del Festival de “I Borghi più belli d’Italia”.

Nel corso della manifestazione, ai giovani emergenti viene assegnato il premio “Fege”, mentre alle figure senior il premio nazionale “Memorial Oliviero Beha” per il giornalismo libero e positivo, l’unico riconoscimento in Italia dedicato alla memoria del grande giornalista scomparso nel 2017, autore di diverse inchieste ed editoriali di denuncia.

“Una IV edizione che non è stata né semplice né scontata – come ha sottolineato Muscari all’inizio della manifestazione-  per un premio che è pretesto per raccontare storie meritevoli di essere segnalate, perché esemplari e indicative di un impegno che interpreta la genialità italiana, che troppo spesso si fa fatica a riconoscere e che, addirittura, viene guardata con sospetto, come se fare qualcosa di peculiare e di unico, rappresentasse una sorta di vulnus con cui ancora fare i conti”.

Veicolare al meglio la forza di un territorio attraverso la cultura: è stato questo l’intento, ha spiegato poi Muscari, che nel 2009 ha fatto nascere il premio Castrolibero – zona franca della comunicazione, da cui è nato il Progetto di FEGE, poi incardinato sulla memoria di un grande giornalista come Oliviero Beha (il primo premiato nel 2009). Un riconoscimento – il premio Memorial Oliviero Beha –  che ha inteso rimarcare il fatto che anche la Calabria potesse crescere a partire dai valori incarnati dalla sua figura di uomo indipendente e fuori dagli schemi. Ma, da giornalista del Sud, migrante e itinerante quale è, Muscari ha sottolineato che ovunque in Italia si è tutti sulla stessa barca, con problematiche analoghe per profondità e portata. Ciononostante bisogna riconoscere che nel Paese le energie ci sono, quelle per fare la differenza e mettere insieme le persone al fine di far emergere quei valori che hanno contraddistinto la genialità italiana nel corso dei secoli.

“Nel post pandemia – ha proseguito ancora Muscari – in mezzo a una guerra nel cuore dell’Europa, in mezzo a una crisi ambientale ed energetica che ci colpito in modo gravissimo e inaspettato, stiamo imparando delle cose: e cioè che nulla è scontato e dato per sempre. Se siamo intorpiditi qualcosa deve succedere per svegliarci”. A queste considerazioni è seguito un breve excursus volto a riassumere gli eventi principali delle due serate: la premiazione di tre storie importanti, nell’ambito del Memorial Oliviero Beha, e quella di due storie emergenti – nelle due regioni quest’anno gemellate: Emilia Romagna e Calabria – da premiare con il premio FEGE, oltre che dei brevi talk, i cui temi sono stati legati agli ospiti da premiare: la narrazione della legalità e, nella serata del 19, la narrazione degli “ultimi”.

Dopo un breve ricordo di Oliviero Beha, con una scheda video in cui il giornalista mostrava parole di grande apprezzamento per l’iniziata posta in essere da Muscari, la manifestazione è proseguita con i saluti istituzionali, quelli del vicesindaco di Bobbio, Simona Innocenti, che ha ringraziato gli organizzatori, gli ospiti e il pubblico bobbiese per la nutrita partecipazione, ricordando l’entusiasmo con cui l’Amministrazione comunale di Bobbio ha raccolto l’invito di Muscari e Russo di ospitare il Festival.

L’evento è entrato nel vivo con la presentazione della prima storia, quella del giornalista emergente Pietro Comito, provienente dalla Calabria, premiato dal Presidente del Comitato scientifico di FEGE, Michelangelo Tagliaferri, maestro della comunicazione in Italia e Direttore dell’Accademia di Comunicazione di Milano. Alla domanda di Muscari su cosa lo abbia spinto a correre dei gravi rischi per la propria incolumità personale trattando vicende di mafia, Comito ha risposto “Mi fa enormemente piacere che tutta questa mia storia venga raccontata di fronte a colui il quale forse più di ogni altro ha rappresentato la mia svolta, il procuratore Gratteri. Cosa me lo fa fare?  Me lo fa fare l’idea che mi ha trasmesso da quando lessi per la prima volta ‘Fratelli di sangue’ e l’idea che sul terreno c’è veramente un solco: c’è chi sta da una parte e chi dal’altra. Il racconto della realtà quotidiana, per chi è nato in Calabria, può essere lo strumento attraverso il quale crei la consapevolezza, la coscienza, una sana identità collettiva attraverso cui dai alla gente l’orgoglio per difendersi e per combattere”. Alla domanda rivolta da Muscari “A cosa serve un giornalista come Comito nella periferica Calabria”, Tagliaferri ha risposto: “È come chiedere a cosa serve un piccolo fiore che trovi in altissima montagna, e non pensi di poterlo trovare. È l’esempio più bello che dentro di noi c’è l’energia per il cambiamento”. Dopo la lettura della motivazione che ha indotto la scelta di Pietro Comito e la consegna del premio FEGE, un’opera realizzata dal maestro Silvio Vigliaturo, l’evento è proseguito con un altro ricordo del giornalista cui sono intitolati i premi “Memorial Oliviero Beha e la presentazione della seconda storia, quella di Davide Giacalone, che viene premiato Emio Incerti, imprenditore del settore turistico, il quale sottolinea l’importanza di eventi come Fege nell’ambito di un’efficace strategia di marketing territoriale.

Piero Muscari ha discusso poi con Davide Giacalone, giornalista e scrittore conosciuto dal grande pubblico in particolare per la rassegna stampa mattutina condotta su RTL 102.5, in merito alla sua ultima iniziativa editoriale, la pubblicazione del quotidiano “La ragione” il cui pay-off è “Le ali della libertà”. “La libertà – ha dichiarato Giacalone, rispondendo alla domanda – è anche libertà dal luogo comune, dalla banalità, dal ripetere tutti le stesse cose. È un approfondimento, un’analisi, è l’imparare a leggere al di là delle apparenze…è essersi conquistati gli strumenti per una capacità di lettura propria della realtà… Se si ripetono sempre le stesse cose, quello che non è un Paese libero: vuol dire che non si è liberi dall’ignoranza” . Muscari ha poi illustrato, tramite l’ausilio di una scheda video, l’attività del giornalista. “Molto spesso – ha commentato Giacalone – la storia dell’Italia peggiore…la raccontiamo sulla base delle inchieste, che non sono la giustizia. La giustizia è ciò che conclude l’iter delle inchieste. Però un giornalismo che si rispetti non dovrebbe dipendere dalle inchieste”.

Dopo la premiazione, è la stata la volta del terzo personaggio, il procuratore Nicola Gratteri: sua una grande storia di coraggio e di valore civile. Discutendo con Muscari, Gratteri ha criticato in modo  deciso la riforma Cartabia, volta a garantire la presunzione di innocenza. “Oggi per i giornalisti è impossibile fare informazione – ha dichiarato Gratteri – I cittadini hanno il diritto di essere informati. Nessun governo negli ultimi decenni ha voluto investire in istruzione. Che vuole dire avere poi, nel medio periodo, un popolo colto. Intanto sono pochissimi i giornali veramente liberi. Fare un giornale libero è quasi impossibile, perché costa tantissimo. Quindi bisogna fare riferimento ai centri di potere, che sono i padroni dei giornali. Io sono a Catanzaro dal 16 maggio 2016 e quando sono arrivato c’era una procura spenta. Nel distretto di Catanzaro non c’era mafia. Nella provincia di Vibo e di Crotone c’era solo qualche sentenza. Allora ho detto: ‘Incominciamo’…”. Sollecitata da Muscari, la discussione ha poi toccato i temi più cadi e controversi della carriera di Gratteri come magistrato scomodo, spesso osteggiato all’interno della stessa magistratura. “Io sono un uomo libero, – ha concluso infine il procuratore- mi piace dire sempre la verità e, se non posso dirla, sto zitto”. Muscari ha chiamato infine sul palco Silvio Vigliaturo, maestro della Fusion Glass e creatore delle sculture da offrire ai personaggi del Festival. L’artista ha realizzato una scultura che potesse raffigurare i “mille volti” scoperti da Gratteri, quelli che deturpano la nostra Calabria e la sviliscono nell’illegalità e nell’impoverimento.

Muscari, prima della II parte della manifestazione, con il talk vertente sul tema della narrazione della legalità, si è collegato con Germana Beha, Vicepresidente del comitato scientifico del Festival,  impossibilitata ad essere presente di persona, che così ha commentato questa quarta edizione di FEGE “Quello che per me era importante, e che a Fege viene sempre portato avanti, era il ricordo di papà legato alla libertà di pensiero e di parola. Papà mi ripeteva sempre che la libertà è un lusso di pochi e auspicava che fosse un lusso di molti. Voi state portando avanti con le vostre premiazioni questa libertà, rivolta a tutti, non solo a chi è del mestiere. Papà rimane vivo con tutto questo.”

Come previsto, la serata si è conclusa con un breve talk condotto cui hanno partecipato Pietro Comito, Davide Giacalone, Nicola Gratteri e Michelangelo Tagliaferri, per una discussione sulla narrazione della legalità, che ha toccato temi importanti quali l’impatto del digitale, con i suoi meriti e i suoi pericoli, il comportamento dell’ordine dei giornalisti, l’importanza della divulgazione e dell’opera di sensibilizzazione nelle scuole, la figura di Falcone e le incomprensioni di cui fu oggetto, le aspettative tradite e i limiti dell’attuale sistema giudiziario. Insomma una grande manifestazione, che si è conclusa con l’appuntamento alla serata di oggi, per ascoltare altre storie, conferire altri premi e vivere nuove emozioni.

Facebook
LinkedIn
Twitter
WhatsApp
Email
Print