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Filiberto Martinetto: la storia di un uomo che ha trasformato il tessile italiano

Un’anteprima speciale della puntata dedicata a Filiberto Martinetto: infanzia, lavoro, valori e una vita d’impresa che racconta l’Italia che crea.

Filiberto Martinetto: una vita per l’impresa, una storia che parla all’Italia di oggi

Raccontare Filiberto Martinetto significa attraversare quasi un secolo di storia italiana attraverso gli occhi di un uomo che ha saputo trasformare sacrifici, intuizioni e curiosità in un percorso imprenditoriale straordinario. La nuova puntata del Podcast di Eccellenze Italiane, in uscita oggi alle 18:00, è dedicata a lui: un protagonista autentico del tessile piemontese, un innovatore capace di costruire valore con le mani, con il cervello e con una determinazione fuori dal comune.

L’intervista, condotta da Piero Muscari, si apre con un’immagine potente: il festeggiamento dei suoi novant’anni, accompagnato da centinaia di messaggi di affetto da parte di collaboratori, fornitori e amici. Un momento che Filiberto vive con emozione e malinconia, perché dietro quei messaggi c’è la storia di un uomo che non ha mai separato il lavoro dalla vita, che considera l’impresa una missione e le persone una famiglia. «Non sei più l’imprenditore», dice, «ma collaboratori e amici».
Un modo di intendere l’azienda che racconta perfettamente il suo stile: umano, diretto, profondamente etico.

Dalle origini umili alla rinascita delle aziende: il filo che unisce una vita intera

La puntata ripercorre l’infanzia semplice, segnata dalla guerra e da responsabilità precoci. Filiberto ricorda quando, a sei anni, si alzava prima dell’alba per andare a servire la messa: un chilometro e mezzo a piedi nel buio, accompagnato dal rumore rassicurante degli zoccoli sulla strada. Episodi che formano il carattere e che diventano la base di quella tenacia che ritroverà nel lavoro.

Il racconto entra nel vivo quando Filiberto parla dell’inizio della sua carriera. Prima l’apprendistato in una piccola azienda tessile di famiglia, poi la scelta di mettersi in proprio. Non un gesto eroico, ma una necessità: crescere e misurarsi con la propria capacità di creare. Il primo telaio, rimesso a nuovo da lui stesso, gira sette giorni su sette. Filiberto e la moglie Franca dormono su un materasso vicino alle macchine, alternandosi, perché quel telaio non si deve mai fermare.

Questa immagine vale da sola un intero manuale di economia: l’impresa come atto di vita, come impegno totale.

Franca, l’amore e la forza di un’alleanza imprenditoriale

Uno dei passaggi più intensi dell’intervista riguarda il rapporto con Franca, sua moglie. Si conoscono da giovanissimi, in fabbrica. Diventano una cosa sola nella vita e nel lavoro. Franca ha un ruolo decisivo: compra, tratta, organizza, gestisce. Filiberto lo dice senza mezzi termini: «Era molto più brava di me».
È lei la vera stratega di molte acquisizioni, sempre in prima linea, sempre accanto a lui.

La forza della loro unione emerge ancora più chiaramente quando Filiberto racconta il momento in cui si sente “considerato”: la GEPI lo invita a Roma e gli propone l’acquisto della Weber, un passo enorme per la sua azienda. Filiberto è esitante, ma è Franca a trovare le parole: «Se ti senti pronto, facciamolo». Senza di lei, confessa, non avrebbe mai accettato.

La visione di un imprenditore che guarda avanti

A stupire dell’intervista non è solo la ricchezza della sua storia, ma la sua lucidità sul presente e sul futuro dell’industria italiana. Filiberto parla della trasformazione delle macchine, del passaggio da telai che facevano 100 punti al minuto a macchine che oggi arrivano a 3000 battute, gestite da un solo operaio.
Ma avverte: il futuro richiede un cambio di modello. Con l’avvento dell’intelligenza artificiale, secondo lui, l’operaio non sarà più solo un esecutore. Diventerà un collaboratore responsabile, partecipe degli utili, coinvolto nel processo decisionale.

Una visione sorprendentemente moderna per un uomo di novant’anni.

Il valore dell’ingegno italiano

Parlando di competizione globale, Filiberto individua con precisione il punto di forza dell’Italia: l’ingegno. «Il nostro modo di mettere insieme le cose», dice. Un patrimonio culturale e umano che continua a distinguere l’Italia nonostante le trasformazioni internazionali.

E poi c’è la curiosità, parola che ritorna spesso. È la curiosità che lo porta a studiare macchine, a creare strumenti innovativi, a migliorare processi. È la curiosità che gli apre le porte del futuro.

Una testimonianza che tocca la vita

Il racconto si chiude con episodi della guerra, dei bombardamenti, delle fughe notturne, dei ricordi di un’Italia povera ma autentica. E con la consapevolezza che quelle esperienze lo hanno formato, indurito, ma anche reso capace di vedere negli altri il valore del lavoro e della dignità.

La puntata dedicata a Filiberto Martinetto non è solo un’intervista: è un viaggio nella storia industriale italiana, un tributo a un uomo che ha guardato sempre avanti, senza perdere radici e umanità.

Una storia che ricorda perché l’Italia, quando vuole, sa ancora creare meraviglia.

🎧 Guarda la puntata completa su YouTube:
https://youtu.be/jC6UWI3cCJE

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