Agrigento, 24 novembre 2025
Hotel Baia di Ulisse – Sicily European Region of Gastronomy 2025
Quando Confagricoltura Sicilia mi ha invitato a moderare il convegno “Il ruolo strategico dei comparti frutticoli e frutta in guscio nello sviluppo del territorio”, all’interno della manifestazione “Sapore di Tradizioni”, ho accettato con interesse. Conosco bene il valore economico, culturale e identitario che l’agricoltura siciliana rappresenta per il Paese. Ritrovarmi ad Agrigento, terra dove la filiera agroalimentare ha radici profonde, è stata un’occasione per raccontare e ascoltare storie che si intrecciano con la crescita dei territori e con il futuro del Made in Italy.
Il convegno rientra nel programma ufficiale di Sicily – European Region of Gastronomy Awarded 2025, e già questo colloca l’iniziativa in un quadro europeo che valorizza non solo i prodotti, ma la cultura che li sostiene.
Una giornata dedicata a uva da tavola e frutta in guscio
Il tema della mattinata – uva da tavola e frutta in guscio – tocca due comparti che in Sicilia rappresentano economia, identità e prospettiva di sviluppo. Durante la moderazione ho avuto modo di introdurre gli interventi di professionisti e rappresentanti delle principali realtà agricole del territorio, ciascuno portatore di dati, visioni e criticità reali.
Sono intervenuti Alessandro Vita, direttore di Confagricoltura Sicilia, Giovanni Giglia, vicepresidente del Consorzio Uva Italia, Ignazio Vassallo, esperto di frutta a guscio, Giuseppe Accardi, direttore IPA Agrigento, e Maria Giovanna Mangione, in rappresentanza dell’Ordine degli Agronomi di Agrigento. La giornata si è conclusa con i saluti istituzionali di Rosario Marchese Ragona, presidente di Confagricoltura Agrigento.
Ognuno ha portato un contributo prezioso: dati, analisi di mercato, criticità legate ai cambiamenti climatici, investimenti necessari, strategie per aumentare la competitività delle produzioni locali. Il mio compito è stato quello di facilitare il dialogo, dare ritmo al confronto e accompagnare il pubblico nella comprensione di una filiera che spesso rimane nascosta dietro al prodotto finito.
Il peso reale della filiera e la necessità di una narrazione più consapevole
Moderare un convegno di questo tipo significa anche aiutare a raccontare la complessità. Uva da tavola e frutta in guscio non sono prodotti marginali: rappresentano una parte importante dell’agroalimentare italiano, soprattutto se guardiamo ai mercati esteri.
In Sicilia, poi, la filiera agricola non è solo lavoro: è presidio del territorio, cura del paesaggio, trasmissione di competenze, valore identitario.
Ho percepito una forte consapevolezza da parte dei presenti: innovare è necessario, investire in qualità è obbligatorio, comunicare è diventato strategico. L’attenzione crescente dei consumatori verso la frutta in guscio, in particolare, conferma l’importanza di un racconto capace di far emergere proprietà nutrizionali, sostenibilità della filiera e potenzialità economiche.
Dopo il convegno: showcooking, bio talk e incontri B2B
Il convegno è stato solo il primo tassello della giornata. Nel pomeriggio abbiamo proseguito con show cooking, bio talk e incontri B2B con operatori del settore Ho.Re.Ca.
Momenti più informali che hanno permesso ai produttori di confrontarsi direttamente con chef e buyer, mostrando la qualità delle loro produzioni e discutendo di nuove opportunità commerciali.
La manifestazione è continuata il 25 novembre con un tour nelle aziende agricole del territorio: vigne, coltivazioni di mandorle e pistacchi, realtà che stanno investendo in qualità, innovazione e sostenibilità. Visitare i luoghi in cui i prodotti nascono permette di cogliere meglio l’impegno di chi, ogni giorno, lavora per mantenere competitiva la filiera siciliana.
Un’occasione per raccontare l’eccellenza agricola siciliana
Per me è stato un momento di lavoro ma anche di ascolto. La Sicilia possiede una ricchezza agricola straordinaria, che merita attenzione e una narrazione adeguata.
Il mio impegno, come sempre, è quello di contribuire a dare voce alle storie e ai protagonisti che fanno la differenza, costruendo un ponte tra il racconto, il territorio e le strategie future.
“Sapore di Tradizioni” ha dimostrato che quando istituzioni, imprese e professionisti dialogano in modo strutturato, si crea un terreno fertile per nuove visioni e nuove sinergie. Far parte di questa giornata è stato un modo per ribadire quanto sia importante mantenere vivo il confronto e continuare a valorizzare le eccellenze italiane, a partire da quelle che nascono nei campi.
Fonte di alcune informazioni da www.lasicilia.it.

