Emanuela Rossi: la voce che dà anima alle emozioni
In questa nuova puntata del Podcast di Eccellenze Italiane, Piero Muscari incontra Emanuela Rossi, attrice e doppiatrice tra le più amate e riconoscibili del panorama italiano. Una voce elegante, versatile, capace di attraversare epoche, generi e sensibilità, dando vita italiana a star internazionali come Cate Blanchett, Michelle Pfeiffer, Emma Thompson, Uma Thurman e Madonna.
Una bugia che cambia la vita
Nell’intervista, Emanuela racconta il suo percorso con la sincerità e l’ironia che la contraddistinguono: una carriera iniziata quasi per caso, a soli sette anni, con una piccola bugia detta per curiosità e determinazione.
“Una bugia ha determinato la mia vita”, confessa sorridendo. “Non voglio esortare a dire bugie, ma quella coincidenza mi ha portato su un panchetto, davanti a un leggio, e da lì non sono più scesa.”
Cresciuta in una famiglia di doppiatori — con i fratelli Massimo e Riccardo Rossi — Emanuela ha respirato fin da bambina il fascino del cinema e del suono.
Il doppiaggio come arte dell’ascolto
Nel corso della puntata, spiega cosa significhi “recitare due volte”: prima entrando nella mente dell’attore originale, poi reinterpretando con la propria voce, in un ambiente asettico, buio, spesso in solitudine.
“Noi doppiatori ci caliamo due volte nel ruolo. Prima studiamo l’attore, poi dobbiamo restituire tutto, da soli, davanti a un microfono. Ma è lì che nasce la magia.”
Rossi descrive il doppiaggio come una vera arte dell’ascolto, una forma di empatia che richiede sensibilità, intuito e capacità di trasmettere emozione.
“Si nasce con una dote: saper provare emozioni e trasferirle agli altri. Questo non te lo insegna nessuno.”
Un viaggio nella storia del doppiaggio italiano
Durante la conversazione, emergono anche riflessioni sulla storia del doppiaggio in Italia: nato negli anni della guerra, quando molti italiani non sapevano leggere i sottotitoli, è diventato un pilastro della cultura cinematografica nazionale.
“È grazie al doppiaggio che si è formata una lingua comune, un italiano corretto e riconoscibile. È stato anche un fenomeno culturale e sociale.”
Rossi ricorda con affetto i grandi maestri che hanno segnato la sua crescita artistica: Ferruccio Amendola, Emilio Cigoli, Lidia Simoneschi, Oreste Lionello, solo per citarne alcuni.
“Quando una voce si sposa così bene con un attore, diventa parte del suo volto. Ferruccio Amendola è stato il primo doppiatore a uscire dal buio, amato da tutti.”
Tra palco e microfono: la voce come emozione
Nel dialogo con Piero Muscari, Emanuela racconta anche il suo amore per il teatro e il cinema, mondi che considera complementari al doppiaggio.
“La voce è corpo, ritmo, respiro. È la parte più viva di noi. Quando recito o doppio, cerco sempre la verità, non la perfezione.”
Non manca un pensiero sul futuro della professione e sul ruolo della tecnologia:
“Non temo l’intelligenza artificiale. È uno strumento, ma deve restare a servizio dell’uomo, non il contrario. Nessuna macchina potrà mai restituire l’emozione di un cuore che batte.”
Insegnare l’emozione: il futuro secondo Emanuela Rossi
Dopo tanti anni “al buio”, come ama dire, Emanuela sente oggi il desiderio di condividere ciò che ha imparato:
“Vorrei insegnare ai giovani, aprire una scuola di doppiaggio e continuare a portare la mia voce anche sul palcoscenico. Dopo tanti anni dietro un microfono, sento il bisogno di tornare alla luce.”
La sua voce non è solo un dono, ma una responsabilità: quella di dare vita alle emozioni, di raccontare storie e di farci sentire, anche solo per un attimo, più umani.
Guarda la puntata completa del Podcast di Eccellenze Italiane dedicata a Emanuela Rossi: Venerdì alle 18 su 👉 https://youtu.be/mUfO0TXG75g
