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2007

Eccellenze Calabresi: guardando alla Calabria che vince

Chi, come me, si occupa di comunicazione da tanto tempo, sa quanto è difficile raccontare un territorio: e se quel territorio, poi, è la Calabria, la cui immagine risulta troppo spesso condizionata in modo pesante da stereotipi negativi, l’impresa è davvero ardua.
Io la conosco bene la mia regione perché, oltre a esserci nato e ad averci vissuto per buona parte della mia vita, l’ho raccontata per anni attraverso i miei programmi televisivi. Ecco perché ho deciso di raccontarla nell’ambito di un progetto crossmediale ad hoc, “Made in Calabria. La rete delle Eccellenze Calabresi”, che comprendeva un programma televisivo, un galà annuale nelle più importanti piazze/teatri della regione, la creazione di un portale e la stesura di un volume, che ho pubblicato in due diverse edizioni. Aggiunsi, poi, anche la possibilità di acquistare una valigetta di prodotti tipici “made in Calabria”, scelti dalle aziende di spicco della produzione enogastronomica regionale.

Il progetto si concretizzava in una serie di strategie e di iniziative miranti a sviluppare, sinergicamente, una forte identità territoriale, un vero e proprio brand, in grado di accrescere e di dare nuova linfa alla competitività del “prodotto Calabria” nella composita espressione delle sue eccellenze. Mi sono rivolto ai protagonisti del tessuto produttivo della nostra regione, chiedendogli di mettersi in gioco, di creare quella sinergia di cui tutti facevano un gran parlare, ma che nessuno realizzava mai concretamente. E devo dire che l’aspetto veramente innovativo del progetto Made in Calabria, i cui valori furono condivisi da numerosi enti e associazioni di categoria, si manifestò nella risposta positiva e nell’adesione di ben 105 tra le realtà imprenditoriali più vivaci e dinamiche della regione.

Grande successo, pure, ebbe il Gran Galà delle Eccellenze che, svoltosi con tanti ospiti importanti, era interamente dedicato alla celebrazione della qualità calabrese. Contestualmente al Gran Galà, ogni anno, avveniva la consegna del premio Internazionale Made in Calabria. 

L’idea del premio, studiato in accordo con la linea programmatica dell’intero progetto, era quella di dare un riconoscimento a personaggi illustri di  origine calabrese capaci di farsi strada con successo nella loro professione fino a ricoprire ruoli di spicco nella società, facendosi in questo modo ambasciatori della regione e dei suoi valori. Personalità che si erano distinte nel mondo della cultura, dello spettacolo, del giornalismo, dell’impegno sociale, dell’impresa, delle istituzioni, dello sport, capaci di indicare, specialmente alle nuove generazioni, un esempio importante da seguire. Per sottolineare le dinamiche che avevano portato i Calabresi ad emergere in contesti anche molto lontani dalla terra d’origine il Premio era suddiviso in quattro sezioni: Mondo, Italia, Roma e Calabria.
Ecco: quello che ho realizzato grazie a questo progetto è stato una lunga, innovativa “narrazione” della Calabria (declinata in modalità “multisensoriale” sul web, in un volume, in uno spettacolo, in televisione e anche gustando i prodotti tipici). Un racconto, innanzitutto, di luoghi, uomini e imprese, ma anche di buona cucina, di prodotti agroalimentari, di ricette di grandi chef … Insomma un progetto di storytailoring ante litteram, il mio, sui tanti punti forza della Calabria e dei personaggi che, ieri come oggi, hanno dato il loro positivo contributo al suo sviluppo.

C’è da dire che, però, non tutto il mondo istituzionale, cui il progetto era in parte rivolto, ha mostrato la stessa sensibilità; se diversi uomini politici, come l’allora assessore regionale all’Agricoltura, Mario Pirillo, ne hanno sposato lo spirito e gli intenti, manifestando il loro più pieno apprezzamento, altri lo hanno “snobbato” o ignorato. E questo è molto triste in una ragione che, come la Calabria, avrebbe bisogno di essere riconosciuta e qualificata da grandi progetti, che sappiano promuoverla e valorizzarla come merita. E Made in Calabria era uno di essi.

Anche per questo motivo – l’ennesima delusione e sottovalutazione di quello che con grande sforzo portavo avanti – ho deciso, come tante altre volte è accaduto nella mia vita, di ampliare i miei orizzonti. Oltre la Calabria. Ma da questo progetto di successo, sebbene non ancora pienamente sviluppato, sono nati poi Eccellenze Italiane e altre eccellenze su base regionale di cui sono in procinto di occuparmi.